White noise

Un po' di giorni fa ho finito di leggere White noise di Don DeLillo.
Mi è piaciuto anche se la mia mente è ottenebrata e totalmente presa dai giochi di parole e dai voli pindarici de I fiori blu di Quenau che sto leggendo ora.
Di White noise mi è piaciuto come vengono descritte le cose gli oggetti i prodotti, che trasudano da ogni poro con le loro etichette dai colori sgargianti e dalle scritte invasive.
Mi sono piaciuti i botta e risposta tra i professori di culture popolari.

L'unica cosa che mi stonava è stata questa frase:
"Dagli elicotteri arrivavano bagliori deliranti, cremose esplosioni di luce rossa e bianca."

Perchè "cremose"?
Perchè?
"Cremose" son le luci delle abadjeurs in una stanza con odore di chiuso.

Quelle luci sono violente, nette.
Un po' come una bistecca cruda con qualche filo di grasso.
Un'enorme bistecca sospesa nell'aria.
Si presta bene come simbolo del libro.
Delle paure ataviche e delle consolazioni nel consumo.

Vabbè ho sonno.

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