Ballando sulle macerie

E’ difficile quando crolla tutto attorno, ai bordi, stare in piedi.
E’ difficile quando crolla tutto al centro. Il tuo piccolo universo personale trema, trema e si scomponi in frammenti. E non sei in grado di rimetterli a posto. Che fare? Gli amici sono il collante. Danno un senso a quel mosaico fatto a pezzi solo parlandoti, sorridendoti o mandandoti affanculo.
Da solo, però, mi confondo.
Di poca utilità partire, andare via, se prima non si fa ordine dentro di sé.
Però forse può aiutare.

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La sociologia in questo paese non è contemplata

Questo paese non è come gli altri paesi.

Qui se cerchi "I dannati della terra" di Frantz Fanon ti chiedono "ma è un libro di fantascienza?"
Qui se cerchi "Comunità e Società" di Tönnies non lo trovi, perchè l’ultima edizione è del ’79, di quella del ’63 manco a parlarne.
Qui anche i libri del ’99 sono fuori catalogo. La metà e più dei libri pubblicati da Durkheim sono esauriti e fuori catalogo.

In questo paese la sociologia non esiste, non si sa che cos’è, non lo si vuole sapere: quindi non si pubblica, o si pubblica poco o si pubblicano cagate.

Un povero stronzo che magari vorrebbe leggersi i testi fondamentali, non dico gli scritti secondari di Habermas però Tönnies…
Si trovano solo quelli che vanno di moda: di Simmel c’è TUTTO, di Parsons quasi, perchè andava di moda tempo fa.
Di Foucault pubblica qualcosa giusto la Feltrinelli (a costi esorbitanti).
Di Goffman c’è qualcosa, di Mead nulla, di Garfinkel nulla.
Di Wright Mills solo "Colletti bianchi" e non il più interessante "Le elité del potere".

E mi fermo qua perchè mi sono rotto i coglioni di elencare.

La mia soluzione qual è?

Emigrare

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Redivivo

Da un anno non aggiorno questo blog.

In effetti, come molte altre cose nella mia vita, anche questa è stata abbandonata.
Credo che il problema sia il blog come media. Non mi ci trovo.
O forse non ho ancora capito come utilizzarlo al meglio.

Voglio riprovare e vedere se può uscire qualcosa di interessante.
In effetti ci sono un sacco di cose da dire su ciò che ci circonda. Certo, anche i propri moti interiori.
Staremo a vedere. Intanto posso affermare questo: sono tornato.

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Festa dell’Unità

Incolonnati dalla Dozza, come tante mosche.
Troviamo parcheggio neanche troppo lontano, in un pertugio tra il cemento -i parcheggi della festa sono a pagamento-, mentre la radio chiosa: "Meglio i Verdena di Tiziano Ferro…".
Entriamo.
Birre hotdog piadine.
Sembra che il cassiere della Festa si sia lamentato perchè la lega delle cooperative ha "donato" più soldi al meeting di CL. Si parla di milioni di euro.
All'entrata ci sono le urne per le offerte.
"Serata fortunata! Sono già stati estratti una bicicletta e un frullatore!"
Sciami di volontari popolano i meandri degli stands. Brulicano, spinti da principi, fede, arrivismo, abitudine.
C (costi) = M (materie prime) + Ln (saggio del salario reale moltiplicato per numero di lavoratori)
L = 0
Boccette di profumo, sigarette, panini.
Arriviamo all'entrata dell'Estragon.
Suonano i Verdena, entrata 5 €. Non li abbiamo.
Ci fermiamo fuori ad ascoltare il concerto e, mentre incontriamo mezza Bologna -non riconosciuti-, io osservo la security: armadi a quattro_ante, teste rasate, braccia tatuate (in una "dvx" o ho visto male?).
Riconosciamo qualche canzone e la convinzione che la bassista sia una incompetente trova conferma.
Verso l'uscita.
Da uno stand vuoto si intravedono immagini di un comizio.
Stand della SEAT. Stand di svariati suv tra cui l'Hummer. Banca Unipol. Banca Montepaschi di Siena.
Fuori.
Rimango stupito di come una boccata profonda dell'aria piena di smog mi sembri corroborante.

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Agosto

A parte il video che è veramente bello.

La canzone è semplicemente una droga per me.
O almeno lo è stata mesi addietro.
Sia musicalmente (perchè c'è da dire che i Perturbazione curano molto la parte strumental-compositiva, che non è mai banale) che emotivamente.

Lascia quella malinconia agrodolce, trasognante.
Di indeterminatezza.
Della serie "va di schifo, sono stato meglio, ma chissenefrega"
Suonarla è un modo per liberarsi, da soddisfazione.

In realtà non volevo scrivere amenità sulla suddetta canzone ma solo riportarla, anche perchè cioè che trasmette a ciascuno è qualcosa di estremamente personale (anche lo schifo). 

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White noise

Un po' di giorni fa ho finito di leggere White noise di Don DeLillo.
Mi è piaciuto anche se la mia mente è ottenebrata e totalmente presa dai giochi di parole e dai voli pindarici de I fiori blu di Quenau che sto leggendo ora.
Di White noise mi è piaciuto come vengono descritte le cose gli oggetti i prodotti, che trasudano da ogni poro con le loro etichette dai colori sgargianti e dalle scritte invasive.
Mi sono piaciuti i botta e risposta tra i professori di culture popolari.

L'unica cosa che mi stonava è stata questa frase:
"Dagli elicotteri arrivavano bagliori deliranti, cremose esplosioni di luce rossa e bianca."

Perchè "cremose"?
Perchè?
"Cremose" son le luci delle abadjeurs in una stanza con odore di chiuso.

Quelle luci sono violente, nette.
Un po' come una bistecca cruda con qualche filo di grasso.
Un'enorme bistecca sospesa nell'aria.
Si presta bene come simbolo del libro.
Delle paure ataviche e delle consolazioni nel consumo.

Vabbè ho sonno.

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2 agosto

Arrivo sciolto al ponte di Galliera, questa è una mattinata fresca ed è piacevole camminare.
Scendo verso la stazione e inizio a sentire gli echi della piazza e un uomo (Bolognesi) che parla dal palco.
Oggi è l'anniversario della strage della stazione di Bologna.
Oggi, come da tanti anni, c'è la commemorazione in Piazza Medaglie d'Oro.
Oggi, come da tanti anni, permane la consapevolezza che c'è qualcosa di non terminato di lasciato in sospeso.
E' una patina dura da mandare via, che si appiccica alla pelle.
Il segreto di stato.
Ancora, dopo tanti anni, non si vuole far chiarezza, ci si nasconde in frasi vuote, ipocrite.
Come quelle pronunciate da Cofferati, Prodi, Damiano e quelle mandate in forma di lettera da Napolitano.
Già Damiano, lo stesso che pochi giorni fa ha firmato un accordo contro i lavoratori, oggi è venuto a fare discorsi retorici, melensi, per imbambolare quella platea di "gente vera" (come ha detto lui), che ancora crede alle sue parole.
Io c'ero oggi.
Mi sono unito allo spezzone anarchico e dell'Assemblea Antifascista Permanente, che è stato prontamente chiuso fuori dalla piazza da un nutrito cordone della polizia.
Come se il rumore dei fischi potesse disturbare quell'immensa buffonata, quella baraccata, quella paccottiglia di istituzioni, che vengono a dire che stanno facendo il possibile, che si stanno muovendo Eccetera Eccetera.
Il volantino distribuito (di cui molte copie sequestrate poco prima in piazza maggiore) parlava della commistione tra i gruppi dell'eversione di estrema destra e una parte delle istituzioni, parlava di Roberto Fiore e di Giuseppe Fioravanti e dei NAR.
FATTI

Perchè la strage di Bologna è stata una strage di stato.

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A whiter shade of pale

http://www.youtube.com/watch?v=PbWULu5_nXI

Dilettandomi con la tastiera, mi son fatto insegnare da mio padre questa canzone dei Procol Harum che lui suonava "ai suoi tempi".

Canzone molto melodica, di quelle da pomiciata.
Le tipiche canzoni durante le quali tutti limonano tranne chi le suona… In effetti non so perchè mi son fissato a suonarla…

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Origini

Chuligan

Il nome del blog deriva da una poesia di Sergej Aleksandrovic Esenin chiamata, per l'appunto, Chuligan.

La riporto qui di seguito integralmente:

Chuligan 

La pioggerella pulisce con umide scope
Lo sterco dei salici sui prati,

Sputa, vento, manciate di foglie, –
Io, come te, sono un chuligan.

Mi piace, quando le fitte boscaglie blu,
Come un grave incedere di buoi,
Con le pance, scricchiolanti di foglie,
Insudiciano le ginocchia dei tronchi.

Eccolo, il mio fulvo armento!
Chi poteva cantarlo meglio?
Vedo, vedo, come i crepuscoli leccano
Le tracce dei piedi umani.

Mia Rus', mia Rus' di legno!
Io solo sono il tuo cantore e araldo.
La tristezza dei miei versi ferini
L'ho nutrita di reseda e di menta.

Elimina, o mezzanotte, la brocca della luna
Perché si attinga il latte delle betulle!
Pare che il cimitero voglia soffocare qualcuno
Con le braccia delle croci!

Un nero terrore erra per i colli,
Striscia nel nostro giardino la malvagità del ladro,
Solo io sono un brigante e bandito
E ho il sangue di un ladro di cavalli della steppa.

Chi ha visto come gorgoglia nella notte
La schiera dei ribollenti ciliegi selvatici?
Mi piacerebbe nell'azzurra steppa
Appostarmi da qualche parte con una mazza.

Ah, si è appassito il cespuglio della mia testa,
Mi ha risucchiato la prigionia dei canti.
Condannato alla katorga dei sentimenti
A rotolare le macine dei poemi.

Ma non temere, folle vento,
Sputa tranquillo le foglie sui prati.
Non mi cancellerai il nomignolo di "poeta",
Nei canti io sono, come te, un chuligan.

(1919)

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